I ragazzi del Bonelli alla scoperta di Pavese e Fenoglio

Gli studenti delle classi quinte dell’istituto scolastico cuneese hanno visitato i luoghi della letteratura a Santo Stefano Belbo e Alba

Martedì 22 novembre, gli studenti delle classi quinte dell’ITC Bonelli di Cuneo si sono recati a visitare luoghi molto importanti per la letteratura italiana, Santo Stefano Belbo e Alba, rispettivamente città natali di Cesare Pavese e Beppe Fenoglio.

 

Il viaggio è stato organizzato per far conoscere i due grandi scrittori che, con una penna o una macchina da scrivere, hanno contribuito a scrivere la storia, facendosi apprezzare da generazioni di studenti ed appassionati.

 

Al mattino la visita si è concentrata su Pavese, pertanto Santo Stefano Belbo, la Fondazione che porta il suo nome e la casa dove è nato, ora allestita a museo. In questi locali, in cui si può ammirare un riallestimento delle stanze, sono presenti molte opere appartenenti alla sua biblioteca personale e alcuni suoi pensieri scritti a mano su fogli sparsi. La guida ha raccontato molti episodi della vita dell’autore, della sua famiglia e della grande fortuna dei suoi romanzi. Molte sono state le riflessioni sulla tematica della solitudine, argomento che dopo il Covid è tornato alla ribalta. Le aree espositive della Fondazione presentano molte fotografie che rendono ancora più “vivo” e “reale” l’autore della “Luna e i falò”, un uomo come noi, ma con una grande sensibilità. L’esaustiva spiegazione della guida ha permesso di comprendere anche le motivazioni che potrebbero aver spinto Pavese al suicidio, e tra queste l’amore deluso è solo un aspetto. È stato un uomo che ha vissuto per la scrittura, sia sua sia di altri, in veste di direttore della casa editrice Einaudi.

 

A pranzo i ragazzi sono stati accompagnati ad Alba dove hanno trovato due guide ad attenderli che li hanno accompagnati alla scoperta di Beppe Fenoglio attraverso i luoghi più significativi della città che lo ha visto bambino, giovane studente e partigiano. Da qui è stato possibile ammirare lo splendido scenario delle colline che circondano la città famosa per i suoi profumatissimi tartufi e da cui sono scesi i partigiani durante la lotta di resistenza per la liberazione dai tedeschi. Fenoglio, come si può leggere ne “Il partigiano Johnny”, aveva militato nelle file partigiane dei badogliani, primi liberatori di Alba nel ’44. La passeggiata fenogliana prevedeva anche una sosta davanti al seminario vescovile, ricordato nel romanzo “La malora” per Emilio, il fratello di Agostino. E la tappa successiva è stata davanti alla chiesa di San Domenico: qui la guida ha ricordato la passione di Fenoglio per l’inglese, nata grazie ad una sua professoressa; poi c’è stata la palestra, ricordata in “Una questione privata”.

 

Insomma, Alba è piena di spunti autobiografici di Fenoglio che possono, anche se trasfigurati, essere rinvenuti nei suoi magnifici romanzi, scritti in uno stile asciutto ed essenziale che ben rende il carattere e la mentalità della gente semplice e gran lavoratrice delle Langhe piemontesi.

 

“È stata una visita molto costruttiva e coinvolgente - ha commentato a caldo Davide Zavagno, 5° A SIA - conoscere in questo modo gli autori che dobbiamo studiare è molto più interessante e di sicuro non li scordi più”.